MANIFESTO DEI VIGNAIOLI DEL TRENTINO

L’ASSOCIAZIONE VIGNAIOLI DEL TRENTINO, nata nel 1987, raccoglie i piccoli produttori che seguono personalmente ogni processo produttivo, dalla cura della vigna, alla vendemmia, alla vinificazione e infine alla commercializzazione. Caratteristiche prime dell’operare dei Vignaioli sono il rispetto per la terra e la massima attenzione alla qualità, per ottenere 
vini che rappresentino il territorio, l’impegno e la passione di ogni singolo produttore per il suo lavoro.
Per questi motivo i Vignaioli sono l’autentica espressione del territorio, coltivano la terra e la traducono in vino.

I tentativi attualmente in corso di aggiornare il settore vitivinicolo trentino procedono a rilento, per questo l’Associazione, anticipando i tempi lunghi delle Istituzioni e della “politica”, ha deciso di muoversi dando concretezza ai propri obiettivi.

La MOSTRA MERCATO DEGLI ARTIGIANI DEL VINO del 21 e 22 aprile è la prima tappa di questo cammino.
Noi Vignaioli abbiamo scelto di dare vita ad un nuovo evento perché il nostro approccio alla produzione è diverso ed unico, e quindi i nostri prodotti meritano momenti promozionali dedicati.

L’Associazione sta terminando la stesura di un CODICE DI REGOLAMENTAZIONE DELLA PRODUZIONE che raccoglie e codifica le azioni e i comportamenti che i produttori associati già attuano quotidianamente, lavorando i vigneti “secondo natura” e nel pieno rispetto del territorio e delle sue peculiarità.

La decisione di “ufficializzare” quello che per noi è il giusto e aggiornato modo di intendere la viticoltura e la vinificazione, si è resa necessaria perché questi concetti sono stati da tempo espressi agli organi locali competenti ma non hanno trovato alcuna accoglienza.

Questi i punti principali del Codice:

  • zonazione di massima per i vini fermi e gli spumanti
  • riduzione delle rese in vigneto
  • riduzione delle rese in vinificazione (nel caso dei vini spumanti)
  • abolizione dei diserbanti
  • riduzione delle molecole utilizzabili nella lotta agli organismi patogeni.
  • l’Associazione intende promuovere, nel lungo periodo, la conversione al biologico di tutte le cantine
  • abolizione dei concimi chimiciabolizione dell’ MCR (Mosto Concentrato Rettificato).

Infine, riteniamo sia ancora valido, anzi fondamentale, il Dossier prodotto dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige – Fondazione E.Mach, non solo per gli scopi che si è prefisso ma soprattutto per l’indirizzo suggerito, ovvero la creazione di un nuovo organo che si basi sulla pariteticità degli attori coinvolti.

È nostra ferma convinzione che il futuro della Viticoltura Trentina vada trovato in questa direzione.

 

Info sui Vignaioli del Trentino QUI

 

 

 

SUCCESSO DI PUBBLICO PER LA MOSTRA MERCATO DEGLI ARTIGIANI DEL VINO

La Mostra Mercato dei Vignaioli del Trentino fa il pieno di visitatori e riscuote consensi da parte degli appassionati.

Si è conclusa con successo la MOSTRA MERCATO DEGLI ARTIGIANI DEL VINO, organizzata dai Vignaioli Trentini il 21 e 22 aprile a Trento Fiere.
Una prima edizione che ha lasciato appagati sia i Vignaioli partecipanti che i moltissimi visitatori.

L’Associazione Vignaioli del Trentino per voce del Presidente Nicola Balter si dichiara veramente entusiasta della partecipazione di pubblico e appassionati che, nel pomeriggio di sabato 21 e nella giornata di domenica 22, hanno affollato il salone di Trento Fiere fino a superare le 1000 presenze.
In particolare Balter sottolinea come questo evento rappresenti in maniera perfetta la “filosofia” dell’Associazione, ovvero quella del “fare”.
Organizzare e gestire una manifestazione come questa ha richiesto un grande impegno ai Vignaioli ma ha pienamente ripagato raggiungendo lo scopo che ci si era prefissi: ovvero mettere a contatto diretto i visitatori con i piccoli produttori, che hanno raccontato i propri vini e il proprio lavoro e insieme il territorio Trentino, di cui sono l’espressione più genuina.

I momenti dedicati alla cucina d’autore hanno permesso di apprezzare da vicino le doti creative dei tre brillanti Chef delle Valli di Fiemme e Fassa, Paolo Donei di Malga Panna – Moena, Stefano Ghetta de L Chimpl – Vigo di Fassa e Alessandro Gilmozzi de El Molin – Cavalese, che hanno animato l’Area Ristorante preparando e raccontando in diretta i loro piatti.
L’abbinamento delle ricette, create con i prodotti tipici degli espositori presenti, ai vini dei Vignaioli Trentini, rappresenta al meglio la sinergia che si è concretizzata in questa Mostra Mercato fra la Ristorazione, i Vignaioli e i produttori di materie prima del territorio: una splendida vetrina del miglior Trentino.

L’Associazione Vignaioli del Trentino ha in programma per i prossimi mesi una serie di appuntamenti in varie località della regione, in particolare i Vignaioli saranno il 1 settembre a Riva del Garda e il 13 ottobre al Sass Pordoi per l’ormai tradizionale degustazione in quota.

Info sui Vignaioli del Trentino QUI

Nielsen per Federvini: lo “stile mediterraneo” incarna sempre piu’ il modello di consumo delle bevande alcoliche nel nostro Paese.

Aprile 2012
Longeri
Il 65% degli italiani sceglie di bere con misura e bene.

Nel corso del 2001 il 65% degli italiani ha consumato almeno una bevanda alcolica, una percentuale sostanzialmente stabile rispetto al 2010. Questi consumi risultano saldamente ancorati ad una tradizione legata alla moderazione, alla buona tavola e alla convivialità: un valore e un modo di avvicinarsi e vivere il consumo degli alcolici che incarna lo “Stile Mediterraneo”. E’ quanto emerge dalla ricerca I giovani, il consumo di bevande alcoliche e lo stile mediterraneo ” realizzata da Nielsen per Federvini, Federazione italiana Industriali Produttori Esportatori ed Importatori di Vini, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed affini, e presentata oggi a Milano.
La ricerca – la 4^ di una serie storica cui Federvini ha dato avvio nel 2006 e che ha potuto contare su un panel di 9.000 famiglie e oltre 25.000 individui – ha voluto indagare il modello di consumo di bevande alcoliche da parte degli italiani, mettendo a fuoco in particolar modo la conoscenza di quello “Stile Mediterraneo” che da tempo Federvini sostiene come modello di consumo indispensabile per diffondere, anche e soprattutto nei giovani, la cultura del bere buono e moderato e prevenire fenomeni di abuso.
Solo il 22,75% degli italiani consuma quotidianamente o quasi bevande alcoliche e, tra quanti consumano, il 62% si ferma ad un bicchiere ed un altro 25% non supera i due. Si conferma forte il binomio “buon vino-buon cibo”: l’86% degli italiani beve infatti in occasione dei pasti e tra le motivazioni per cui si consumano bevande alcoliche spiccano l’accompagnamento al cibo e l’apprezzare il sapore. Di riflesso, i principali luoghi dove vengono consumate le bevande alcoliche sono la propria casa (83%) e il ristorante (49%), seguiti da pub/bar (25%) e discoteche (6%).
Il 36% degli intervistati ha consapevolezza dello “Stile Mediterraneo” come modello di consumo misurato, all’insegna della convivialità e del buon vivere; “bere con moderazione senza perdere il controllo per poterne apprezzare il gusto” è la caratteristica che lo contraddistingue per l’81% degli italiani che lo conoscono. Uno stile di consumo responsabile, la cui conoscenza è certamente più diffusa nelle fasce di età più mature (41% tra i 45-54, 38% tra i 55-64) e in contesti socio-economici più istruiti (46% tra i laureati, 41% tra i diplomati), ma che può contare su una discreta conoscenza anche dei più giovani (37% tra i 25-34, 31% tra i 17-20).
La maggior parte dei giovani italiani beve moderatamente, e lo fa sempre in compagnia. I giovani tra i 17 e i 20 anni consumano bevande alcoliche principalmente per gustarne il sapore (64%), per socializzare (41%) – essendo spesso il bere considerato un comportamento legato all’allegria, alla relazione e allo stare insieme – e per accompagnare il cibo (30%). Essendo legato prevalentemente ad un consumo sociale e non essendo radicata per i 17-20enni l’abitudine di cenare fuori casa, le bevande più consumate risultano essere i cocktail alcolici (21%), seguiti dalla birra (18%), dal vino (14%) e dagli spumanti/champagne (8%).
I giovani che hanno avuto occasione di consumare bevande alcoliche nell’ultimo anno lo hanno fatto principalmente nei pub/bar (66%), seguiti dalle discoteche (44%) – all’interno delle quali meno di un giovane su due ha dichiarato di aver consumato alcolici – dai ristoranti (38%) e dalle proprie case (35%).
Il primo assaggio degli italiani avviene mediamente a 15 anni ed è quasi sempre legato ad una occasione speciale e a contesti tradizionali e controllati (36% una ricorrenza, 22% una festa in casa, 14% a casa con genitori/parenti). Contesti che si confermano essere quelli in cui avviene il primo assaggio anche per oltre il 50% dei i giovani fra i 17 e i 20 anni.
In generale, quello delle bevande alcoliche nel nostro Paese resta prevalentemente un consumo maschile (lieve diminuzione delle donne bevitrici, -2% vs 2010) e dell’età adulta: ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’ultimo anno circa il 70% degli italiani sopra i 35 anni.

Nota: L’indagine è stata condotta da Nielsen fra Novembre e Dicembre 2011, con una metodologia quantitativa basata su un questionario cartaceo autocompilato somministrato a un campione di 25.000 uomini e donne con almeno 14 anni appartenenti al Panel Consumer Nielsen e rappresentativi della popolazione italiana.

I giovani sono consumatori socialmente consapevoli.



Aprile 2012
capodaglio
La metà dei consumatori sotto i 40 anni è disposta a pagare di più per prodotti e servizi di aziende socialmente responsabili

Secondo un recente studio Nielsen, a livello mondiale i consumatori socialmente consapevoli sono giovani (il 63% è di età inferiore ai 40 anni), consultano i social media quando devono prendere decisioni d’acquisto e si preoccupano di questioni ambientali, educative e di alimentazione.

L’indagine Global Corporate Citizenship di Nielsen, condotta intervistando oltre 28.000 utenti internet in 56 Paesi, dimostra che il 46% dei consumatori globali è disposto a pagare di più per prodotti e servizi di aziende che hanno sviluppato programmi di responsabilità sociale, consumatori che Nielsen definisce “socialmente consapevoli”.

Consumatori globali socialmente consapevoli: età

Dall’indagine Nielsen emerge che i consumatori più giovani sono maggiormente disposti a spendere di più per prodotti e servizi di aziende socialmente responsabili. Il 50% degli intervistati tra i 15 e i 39 anni pagherebbero un extra per tali prodotti e servizi, rispetto al 37% degli intervistati di età superiore ai 40 anni. In particolare, per quanto riguarda i consumatori socialmente consapevoli, i risultati Nielsen dimostrano che il 63% di essi ha meno di 40 anni.

Consumatori globali socialmente consapevoli: territorio

I consumatori in Asia Pacifico (55%), Medio Oriente e Africa (53%) e America Latina (49%) sono maggiormente disposti a pagare qualcosa di più per prodotti e servizi di aziende socialmente responsabili rispetto ai consumatori in Nord America (35%) ed Europa (32%). La più alta concentrazione di consumatori socialmente consapevoli è nelle Filippine, dove il 68% degli intervistati si dichiara disposto a pagare un extra per tali prodotti, mentre la concentrazione più bassa è nei Paesi Bassi, dove questa percentuale scende al 21%. Per quanto riguarda l’Europa, l’Italia si posiziona al primo posto con il 38% dei consumatori che dichiarano di essere disposti a pagare di più, seguita da Germania (32%), Spagna (31%), Francia e Gran Bretagna (entrambe 27%).

Consumatori globali socialmente consapevoli: cause

Tra le 18 cause prese in considerazione, Nielsen rileva che, a livello globale, gli intervistati socialmente consapevoli considerano prioritari i programmi, attuati dalle aziende, riguardanti la sostenibilità ambientale (66%), i miglioramenti apportati a scienza, tecnologia, educazione tecnica e matematica (56%) e l’eliminazione della povertà estrema e della fame (53%). In Italia la prima causa è la creazione di posti di lavoro ben remunerati (69%), a cui seguono la sostenibilità ambientale (57%), i miglioramenti apportati a scienza, tecnologia, educazione tecnica e matematica (48%) e l’eliminazione della povertà estrema e della fame (45%).

Come raggiungere i consumatori globali socialmente consapevoli?

Secondo l’indagine Nielsen, quando si tratta di brand e pubblicità, i consumatori globali socialmente attenti si fidano dei consigli da parte di persone che conoscono (95%) e cercano pareri e informazioni pubblicate online da altri consumatori (76%). I consumatori socialmente consapevoli sono, inoltre, più propensi, rispetto ad altri partecipanti alla ricerca, a utilizzare i social media per prendere decisioni d’acquisto (59% rispetto al 46% sul totale degli intervistati).

Per permettere che le attività di marketing sociale influenzino le vendite, occorre prima di tutto che i consumatori siano consapevoli dell’impegno effettivo dell’azienda. La ricerca Nielsen dimostra che i social media sono uno strumento fondamentale per l’effettiva riuscita di una strategia di marketing sociale.
Informazioni sulla Global Nielsen Survey
L’indagine globale Corporate Citizenship di Nielsen è stata condotta tra il 31 agosto e il 16 settembre 2011 intervistando oltre 28.000 consumatori in 56 Paesi in Europa, America Latina, Medio Oriente, Africa, Nord America e Asia-Pacifico. Il campionamento degli intervistati, è stato selezionato in base all’età e sesso nei singoli Paesi in base all’uso di internet, è ponderato per essere rappresentativo degli utenti di internet e ha un margine di errore massimo di ±0,6%. L’indagine Nielsen si basa sul comportamento degli intervistati con accesso solo online. I tassi di penetrazione di internet variano da Paese a Paese. L’inclusione dei singoli Paesi nell’indagine avviene sulla base di uno standard minimo del 60% della penetrazione di internet o di 10 milioni di utenti online. La Global Nielsen Survey è nata nel 2005.

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I VIGNAIOLI DEL TRENTINO LANCIANO LA MOSTRA MERCATO DEGLI ARTIGIANI DEL VINO

I Vignaioli del Trentino rompono gli indugi e lanciano la MOSTRA MERCATO DEGLI ARTIGIANI DEL VINO in programma il 21 e 22 Aprile a Trento, insieme ad altre iniziative e progetti per il 2012.

L’Associazione Vignaioli del Trentino lancia la MOSTRA MERCATO DEGLI ARTIGIANI DEL VINO, che si terrà sabato 21 e domenica 22 aprile prossimi a Trento Fiere, e altre iniziative previste per il 2012.

L’evento, nel quarto weekend di aprile, vedrà radunati a Trento Fiere i piccoli produttori associati, insieme ad una rappresentanza di vignaioli da altre regioni italiane.
Tutti proporranno ai banchi d’assaggio i loro vini, racconteranno le loro storie e il loro lavoro.
I visitatori della Mostra Mercato potranno degustare e anche acquistare i vini che desiderano, direttamente dalle mani di chi li produce e li conosce come nessun altro.

Un formula innovativa questa in Italia (ma consueta in Francia), che i Vignaioli Trentini hanno scelto per permettere al pubblico di “guardare in faccia” chi il vino lo fa, chi mette le mani nella terra, chi suda ogni giorno perchè ogni singola bottiglia riesca al meglio. In questo condividendo gli obiettivi della FIVI, Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti, alla quale tutti gli associati appartengono.

Il programma della MOSTRA MERCATO del 21 e 22 Aprile è intenso e vede il territorio trentino assoluto protagonista, per i vini ai banchi d’assaggio ma anche per la presenza di prodotti tipici di alta qualità, dai formaggi alle trote alla pasta, dai mieli al caffè, dai salumi all’olio… che il pubblico potrà acquistare, ma anche gustare nelle originali ricette create per l’occasione da tre rinomati Chef delle Valli di Fiemme e di Fassa.
Infatti Paolo Donei del Malga Panna di Moena, Stefano Ghetta de L Chimpl di Vigo di Fassa e Alessandro Gilmozzi de El Molin di Cavalese, saranno le stelle di tre appetitosi momenti in cui “a sei mani” daranno vita a piatti prelibati tutti da assaporare.
Un eccezionale “ristorante trentino” con una carta dei vini assolutamente unica.

Ma non basta – come spiega il Presidente dell’Associazione Nicola Balter, Vignaiolo di Rovereto – la Mostra Mercato è il nostro primo passo, e un passo importantissimo, nella direzione che abbiamo tracciato tutti insieme, ovvero quella del “fare” non solo del parlare. Siamo gente che lavora, imprenditori, il tempo per noi è prezioso perché il vino lo produciamo e lo vendiamo direttamente, e conosciamo l’importanza della promozione delle nostre aziende e del nostro territorio. Per questo ci rivolgiamo direttamente anche ai consumatori. Dopo la Mostra Mercato abbiamo in programma un evento estivo e la tradizionale degustazione autunnale in quota, al Sass Pordoi, quest’anno fissata per il 13 ottobre.
Stiamo inoltre elaborando un Codice di Regolamentazione della produzione che andrà a definire nel dettaglio il nostro lavoro in vigna ed in cantina, e sul quale siamo tutti d’accordo. Presenteremo ufficialmente il documento nella conferenza stampa che aprirà la Mostra Mercato, nel corso della quale illustreremo la nostra linea d’azione, gli obiettivi che ci siamo posti e le iniziative in programma per il 2012”.

L’Associazione Vignaioli del Trentino, nata nel 1987, raccoglie i piccoli produttori che seguono personalmente ogni processo produttivo, dalla cura della vigna, alla vendemmia, alla vinificazione e infine alla commercializzazione. Caratteristiche prime dell’operare dei Vignaioli sono il rispetto per la terra e la massima attenzione alla qualità, per ottenere 
vini che rappresentino il territorio, l’impegno e la passione di ogni singolo produttore per il suo lavoro.

 

 

JWT presenta i food trend per il 2012

 

L’attenzione costante nei confronti dei trend che caratterizzano i comportamenti e le attitudini dei consumatori da una parte all’altra del globo, ha portato quest’anno JWT a pubblicare un nuovo approfondimento dedicato interamente al tema del cibo: What’s Cooking? Trends in Food, disponibile sul sitowww.jwtintelligence.com.

Il rapporto, frutto di un’indagine qualitativa, quantitativa e desk che si è avvalsa del contributo di planner e esperti food da tutto il mondo, identifica e descrive approfonditamente i trend che delineeranno il profilo del mercato food nel prossimo futuro.

JWT Italia ha rielaborato la ricerca internazionale, ritarando i dati sulla realtà italiana, così da offrire anche un punto di vista “local” accanto a quello “global”.

Il trend della Foodie culture, ormai mainstream, guida ad un approccio con il cibo in cui l’autenticità, il legame alla storia e al territorio diventano una direttrice fondamentale insieme ad altri due macro temi: quello dell’Health & Wellness e quello della sostenibilità ambientale, Food as the new eco-issue, che, nel nostro paese, deve ancora affermarsi pienamente.

Ritorna in questo report il trend Live a little, già incontrato nella ricerca sui 10 Trend 2012, secondo il quale le marche che riusciranno a portare in vita una promessa di indulgence accessibile, ossia di innocente evasione, potranno conquistare il cuore e lo stomaco di un consumatore che, ogni tanto, ha anche voglia di rifugiarsi in un appagamento senza pensieri

L’attenzione per il cibo, insieme alla sua spettacolarizzazione, ha forti ripercussioni anche sul momento di acquisto che si arricchisce e si dilata. Retail as the third space è un trend che vede la trasformazione del punto vendita da semplice negozio, ad un luogo esperienziale dove si impara a conoscere il cibo, l’origine e la storia delle materie prime dove naturalmente c’è anche modo di affinare le proprie capacità culinarie o quanto meno di gustare in loco ciò che si può acquistare. Eataly ha aperto la strada ma c’è ancora molto spazio per nuove insegne che vogliano differenziarsi attraverso l’offerta di un’esperienza di acquisto unica.

Non c’è più cibo senza tecnologia. Il trend del Getting smarter identifica nella tecnologia  un driver fondamentale nella diffusione mondiale dell’interesse e del dialogo sul cibo e il nostro paese non fa differenza: dai blog, ai forum, ai social network, alla vertiginosa produzione e diffusione di applicazioni food-oriented, non c’è discorso sul cibo che possa ormai prescindere dal canale digitale.

Milano F&W Festival/primo giorno

Ecco il video che Mauro Fermariello ha girato nella giornata di sabato 4 febbraio, la prima del Milano FOOD&WINE Festival,
ovvero l’esordio dell’evento sulla scena milanese.
Ci troverete l’atmosfera, i volti, i sorrisi, le parole di una parte dei 100 produttori presenti con i loro vini ai banchi d’assaggio, e naturalmente il pubblico che ci ha voluto conoscere.
Un grande grazie a Mauro, curioso e attento narratore di  WINE STORIES

VIDEO

Un anno di cinguettii

Sono su twitter da ormai un anno e mi piace, ogni giorno di più.

Sono entrata in questa “casa comune” molto prima di aprire la porta dello strafrequentato albergo/Facebook.
Perché? Di preciso non so, non l’ho meditata questa scelta, è venuta da sola.

Twitter mi ha ispirato subito, pur conoscendo solo una persona già preda nel vortice dei cinguettii.
(Una spiegazione che mi piacerebbe molto dare è quella del feeling inevitabile fra volatili, ma chiudiamo qui la parentesi, che pochi capiranno…)

 

 

Ho scelto, quello sì, di togliere il “tailleur” della PR ma di tenere il badge con il mix fra il mio nome e il nome dell’agenzia con cui collaboro.
Perché io sono io, Laura, ma ritengo corretto e rispettoso all’interno di questa casa (per quanto virtuale) frequentata da tante persone diverse, informare che sono anche Finestrino, ovvero un ufficio stampa. È giusto sapere chi si accoglie in casa propria.
Sono entrata nella casa della comunità che cinguetta in punta di piedi, mi sono seduta in un angolo e per alcuni mesi ho osservato, ascoltato, annusato, imparato…
E mi è piaciuto subito!
Amo veder passare sotto i miei occhi tutti quei minuti caratteri che a piccoli stormi di 140 raccontano momenti, occasioni, situazioni, speranze, imprecazioni, fastidi, risate, occhi lucidi, cene, colazioni, spuntini, appuntamenti, calici pieni, bottiglie vuote, bottiglie da svuotare…
Pezzetti di vita di tutti gli abitanti di questa spaziosa residenza comune.
NO, niente a che fare col GF! Qui siamo tutti frequentatori, nessuno residente a tempo pieno; è la nostra seconda casa. È un andirivieni continuo, chi arriva dal lavoro, chi ci va, chi si sveglia presto, chi dorme fino a tardi, chi va ad una festa, chi in palestra…
Tutti entriamo, apriamo i pensili della cucina, mangiamo qualcosa, lasciamo un pensiero, un’idea, un consiglio, un numero, un’ipotesi, un sogno, una domanda, una risposta.
Sono post-it multicolori appesi alla porta del frigorifero, ai pensili della cucina, allo specchio del bagno, al tavolino del soggiorno. A volte li dedichiamo a qualcuno in particolare, qualcuno con cui vogliamo parlare, discutere, giocare, ma senza escludere il resto della “comunità”.
Sappiamo che i coinquilini leggeranno tutto, o quasi, e ci va bene, ci fa piacere.
Sì, perché siamo tutti impegnati e non riusciamo a ritrovarci per conversare.
Allora lo facciamo così, cinguettando tutti insieme.

Se vorrete
PP (prossimo post): la giornata a ritmo-twittero.

* Tutto su Twitter QUI

 

Consumi di vino e microeconomia

Vi segnaliamo, con un po’ di ritardo in verità, un interessante post a tema “vino” di Lorenzo Biscontin, ovvero il blogger/autore di biscomarketing.it

Già dal titolo è intuibile il focus del pezzo ma non mancheranno sorprese. Leggetene tutti QUI

 

IL MILANO FOOD&WINE FESTIVAL CHIUDE CON SUCCESSO DI PUBBLICO

Positivo il bilancio della prima edizione del Milano FOOD&WINE Festival in scena al MICO

Si chiude con successo di pubblico la prima edizione del Milano FOOD&WINE Festival, evento completamente nuovo con focus sul miglior vino italiano, svoltosi parallelamente al Congresso Identità Golose.

Oltre 4000 visitatori e 400 giornalisti accreditati hanno affollato per tre giorni, dal 4 al 6 febbraio scorsi, il luminoso spazio del MICO che ha accolto l’evento. I 100 produttori, selezionati dal Merano WineFestival, hanno proposto ai banchi d’assaggio quanto di meglio la penisola enologica può offrire mentre i due Temporary Restaurant agli estremi della grande sala hanno accolto le performances di 21 quotati chef e sfornato migliaia di piatti d’autore per tutti i presenti.

L’obiettivo di far dialogare ai massimi livelli il vino e il cibo made in Italy, che Paolo Marchi ed Helmuth Köcher si erano prefissi, è stato decisamente raggiunto.
Ce lo conferma il Presidente e Fondatore del Merano WineFestival “era una sfida per noi, e riteniamo di averla vinta. A Milano mancava un evento enologico di alto profilo, mentre per il food Identità Golose già rappresenta il top, così come il Festival di Merano per il mondo del wine italiano.
Quale idea migliore che unire le due realtà? Paolo Marchi ed io abbiamo creduto fortemente in questo progetto e siamo felici che il pubblico ci abbia dato ragione, gustando il piacere di mangiare e bere bene, e italiano, nel nostro temporary restaurant.
Un grande ringraziamento va non solo ai main sponsor e ai partner che ci hanno sostenuto ma anche ai due team che da mesi lavorano per la riuscita della manifestazione.”

Protagonisti, immagini, video e curiosità sull’evento si trovano sul sito e sui nostri account FB e TW
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